Magnetoterapia - Artrosi

DOSSIER SALUTE - MAGNETOTERAPIA E ARTROSI

MAGNETOTERAPIA E ARTROSI

L’artrosi è una malattia classicamente cronica con fasi intermittenti di dolore e limitazione articolare.

Patologie come artrosi vertebrale, coxartrosi e gonartrosi si avvantaggiano molto della magnetoterapia.

Applicazioni costanti, somministrate per qualche settimana, migliorano sensibilmente lo stato infiammatorio, lo stato doloroso e la capacità articolare.

La magnetoterapia è una  terapia che, attraverso  l’induzione di campi  agnetici pulsanti, stimola  un tessuto biologico. Tale  stimolazione genera effetti  migliorativi del tessuto  stesso, quali la  

rigenerazione cellulare e la  miglior perfusione  sanguigna. 

Patologie su cui la magnetoterapia è efficace 

Patologie osteoarticolari come l’artrosi vertebrale (spondiloartrosi cervicale e lombare), degli arti  come per l’anca (coxartrosi) ed il ginocchio (gonartrosi), si avvantaggiano della magnetoterapia.  Applicazioni costanti, somministrate per qualche settimana, migliorano sensibilmente lo stato  infiammatorio, lo stato doloroso e la capacità articolare. 

Magnetoterapia e artrosi 

L’artrosi, malattia classicamente cronica con fasi intermittenti di dolore e limitazione articolare, e  l’osteoporosi sfruttano al meglio la capacità della magnetoterapia professionale di aumentare il flusso sanguigno.  Ne derivano una maggiore perfusione e un apporto di fattori nutrizionali nel tessuto osteoarticolare  che garantisce un migliore metabolismo. 

La somministrazione della terapia può essere pertanto prescritta sia in una fase acuta, come in una  artrite, che come mantenimento di un’artrosi con cicli programmati e prevedibili nel tempo sulla  singola articolazione ogni 8-10 mesi.

Callo osseo e fratture complesse 

Le dimostrate proprietà di biostimolazione del tessuto osseo fanno, da anni, della magnetoterapia un  valido aiuto alla guarigione del callo osseo per una frattura o una fondamentale assistenza alla cura  del ritardo di consolidazione in fratture complesse (pseudoartrosi). 

Dott. Andrea Berardi, Primario di Ortopedia presso il  Policlinico Multimedica di Sesto San Giovanni (MI) 

Magnetology®, Scienza della Magnetoterapia 

Magnetology® è il sistema messo a punto da Amel Medical per contrastare l’artrosi e i disturbi  reumatici. Magnetology® produce un’azione antidolorifica e antiflogistica nelle patologie  infiammatorie e/o degenerative a carico dell’apparato osteo-articolare, migliorando la salute  dell’utente. 

I dispositivi della gamma Magnetology® dispongono delle certificazioni di legge e sono quotidianamente utilizzati da migliaia di italiani; soluzioni pratiche ed efficaci che si avvalgono della  tecnologia più avanzata allo scopo di favorire il benessere delle persone.

 

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sindrome del tunnel carpale

LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: L’INCUBO DI MILIONI DI ITALIANI

Guida sulla sindrome del tunnel carpale e su come combattere questa problematica sempre più frequente.

Formicolii che rovinano il sonno, intorpidimenti alla mano, senso del tatto alterato; la celebre sindrome del Tunnel carpale è una delle patologie più temute dagli italiani. Pochi sanno però in che cosa consista questo disturbo.

Hai sempre sentito parlare della sindrome del tunnel carpale, ma non sai nulla a riguardo? Vorresti avere qualche informazione in più sull’argomento, ma non sai dove cercarle?  Sei fortunato: questo è il posto che fa per te! Dopo la lettura di questo articolo saprai cos’è la sindrome del tunnel carpale, da cosa è causata e quali sono le terapie per la sua cura.

Prima di introdurci nello studio della sindrome del tunnel carpale, ricordiamo che questo contributo offre solamente spunti utili alla comprensione del problema: non si sostituisce al consulto medico, che rimane infatti di esclusiva competenza medica.

Fatte queste premesse, possiamo ora iniziare a parlare della sindrome del tunnel carpale.

Statisticamente, l’incidenza della sindrome del tunnel carpale è maggiore nelle donne rispetto agli uomini (rapporto di 3 a 1).

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: LE STATISTICHE

La sindrome del tunnel carpale può colpire qualsiasi fascia d’età. Tendenzialmente, tuttavia, interessa soprattutto gli adulti in età lavorativa. La problematica è molto frequente fra la popolazione italiana e si manifesta con un’incidenza maggiore fra i 30 e i 50 anni.

Oltre alle condizioni sopra menzionate, fra i fattori di rischio associati alla sindrome tunnel carpale figurano specifiche situazioni fisiologiche (gli stati di gravidanza), le malattie sistemiche (diabete, artrite reumatoide e ipotiroidismo), gli eventi traumatici e la storia familiare. Sembra inoltre che lavori ripetitivi e manuali (come ad esempio l’utilizzo prolungato del pc) possano essere coinvolti nello sviluppo della sindrome.

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: COS’E’

La sindrome del tunnel carpale è un disturbo localizzato che determina dolore, senso di intorpidimento e un fastidioso formicolio nella zona della mano. Tale stato patologico rientra nel gruppo delle neuropatie da intrappolamento (interessa infatti il nervo mediano del polso).

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: LE CAUSE

Il tunnel carpale è una struttura anatomica, situata all’altezza del polso, che forma una sorta di passaggio per il nervo che scorre lungo tutto il braccio fondamentale per i movimenti degli arti superiori: il nervo mediano. La sindrome del tunnel carpale insorge quando il nervo mediano subisce una compressione nervosa tale da ridurre la propria funzione sensitiva e motoria. Schiacciato dai tessuti circostanti, il nervo mediano finisce per irritarsi, dando origine alla sensazione dolorosa. Il meccanismo alla base dello schiacciamento nervoso è tuttavia ancora sconosciuto.        

In circa il 70% dei casi la Sindrome del Tunnel Carpale è bilaterale.

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: I SINTOMI

La sindrome del tunnel carpale si distingue per il caratteristico senso di intorpidimento alla mano (formicolio), che può essere talvolta associato a dolore. I disturbi possono essere inizialmente intermittenti e diventare cronici nel corso del tempo. I sintomi della sindrome del tunnel carpale tendono ad acutizzarsi durante la notte ovvero nel momento in cui vengono stabilmente sollecitate le regioni interessate.

Oltre ai segnali tipici, la sindrome del tunnel carpale può dar luogo a manifestazioni sintomatiche quali gonfiore, alterazioni del colore della pelle e atrofie muscolari, con conseguente difficoltà a compiere le più semplici azioni manuali come scrivere o impugnare un oggetto.

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: LA DIAGNOSI

Solitamente, un esame obiettivo accurato è sufficiente per diagnosticare la sindrome del tunnel carpale. In alcuni casi, ad ogni modo, è necessario ricorrere ad ulteriori controlli per accertare la natura reale del disturbo. Fra gli esami strumentali cui è possibile ricorrere vi sono l’elettromiografia e il test dei raggi X.

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: LA TERAPIA

La terapia della sindrome del tunnel carpale può essere conservativa o chirurgica, a seconda della gravità e della durata della sintomatologia. Il trattamento terapeutico dipende dalla gravità e dalla durata dei sintomi. Quando i disturbi sono moderati la terapia è in genere conservativa. Solamente nei casi più gravi si intraprende la strada della chirurgia.  

Rientrano in questo gruppo di trattamenti, l’impiego di impacchi di ghiaccio, l’utilizzo di tutori in grado di bloccare la flessione del polso e la somministrazione di farmaci corticosteroidi (antinfiammatori). Per prevenzione, può essere utile comunque correggere alcuni comportamenti: prendere delle pause durante il lavoro, migliorare la postura del corpo e ridurre lo stato di tensione alle articolazioni.

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: COME INTERVENIRE

Alcune soluzioni farmacologiche possono essere somministrate tramite iniezione locale direttamente sulla zona dolente. Un uso prolungato di questi composti può avere tuttavia gravi effetti collaterali. Senza contare che questi rimedi rappresentano in ogni caso risposte temporanee.

Anche l’intervento chirurgico, per quanto talvolta necessario (e fondamentalmente sicuro), non è esente da possibili complicazioni e non esclude eventuali recidive. I postumi dell’operazione, peraltro, possono farsi sentire a lungo, creando notevoli disagi sulle abitudini quotidiane.

In queste circostanze, ma più in generale dove vi è la necessità di trattare i disturbi di natura osteo-articolare, la fisioterapia e la medicina integrata rivestono un ruolo fondamentale.

La magnetoterapia rappresenta un approccio non invasivo e non farmacologico che favorisce il naturale recupero della funzionalità e della forza muscolare compromesse dalla sindrome del tunnel carpale. Una soluzione pratica e facilmente applicabile contro questa problematica.  

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Artrosi

ARTROSI: UNA MALATTIA SEMPRE PIÙ’ DIFFUSA

Vademecum sull’artrosi e su come contrastare questa grave patologia che colpisce milioni di italiani.

Hai sempre sentito parlare di artrosi, ma non sai esattamente di che cosa si tratta? Ne soffri anche tu o conosci qualcuno che ne soffre e vorresti approfondirne sintomatologia e trattamenti?
Sei nel posto giusto.

Se ti è stata diagnostica un’artrosi e vuoi capirne di più, questo articolo è ciò che fa al caso tuo. In queste righe troverai tutte le informazioni più importanti in merito all’artrosi.

Prima di scoprire cos’è l’artrosi, ricordiamo che questa breve guida offre solo alcuni spunti utili alla comprensione della problematica e non sostituisce in alcun modo il consulto medico, che rimane di esclusiva competenza dei professionisti di settore.

Fatta questa premessa, è finalmente arrivato il momento di esaminare la condizione dell’artrosi. Partiamo!

I disturbi degenerativi più frequenti sono l’artrosi al ginocchio, l’artrosi alla spalla e l’artrosi all’anca.

ARTROSI: LE STATISTICHE

La comparsa dell’artrosi è direttamente legata all’invecchiamento: la sua insorgenza, infatti, aumenta proporzionalmente con l’aumentare dell’età. L’artrosi è di gran lunga la più importante causa di dolore e di invalidità fra la popolazione anziana.

Prima dei 45 anni sono gli uomini ad essere i più colpiti dalla condizione patologica. In età senile, viceversa, è fra il sesso femminile che la patologia si riscontra più frequentemente. L’artrosi affligge milioni di persone in tutto il mondo e tende a peggiorare nel corso degli anni. In Italia ne soffrono più di 4 milioni di individui.

ARTROSI: COS’E’

L’artrosi, conosciuta anche come osteoartrite, è una malattia ad evoluzione cronica che colpisce le regioni articolari. Si tratta di una patologia a carattere degenerativo che comporta una severa limitazione dei movimenti e la progressiva perdita delle componenti anatomiche che formano le articolazioni.

L’artrosi interessa prevalentemente l’area delle vertebre e le regioni articolari degli arti. Il processo artrosico è contraddistinto da una graduale lesione della cartilagine articolare così come dell’osso sottostante: nel momento in cui il tessuto cartilagineo va ad usurarsi completamente, le ossa che compongono l’articolazione finiscono per fare frizione l’una sull’altra, venendo così danneggiate.

L’artrosi non deve essere confusa con l’artrite reumatoide, che ha un meccanismo di base differente. L‘artrosi non è peraltro una malattia infiammatoria, ma una condizione degenerativa cronica.

ARTROSI: LE CAUSE

L’artrosi è una patologia multifattoriale, che può essere determinata da molteplici cause.  

In base al fattore predisponente, l’artrosisi distingue in artrosi primitiva (senza causa apparente) e artrosi secondaria (conseguenza di eventi traumatici, processi infiammatori o sovraccarichi funzionali). La prognosi varia in funzione dell’articolazione interessata e delle possibilità di intervento sulle cause d’insorgenza.

La malattia colpisce soprattutto gli anziani. L’elemento dell’ereditarietà appare un fattore predisponente. Fra i principali fattori di rischio, figurano l’ereditarietà e l’obesità, l’elemento senza dubbio più rilevante.

Il 15% delle visite ambulatoriali riguarda l’artrosi (Associazione Nazionale Malati Reumatici)

ARTROSI: I SINTOMI

L’artrosi è una patologia cronica che determina dolore e dà origine a disabilità. Il dolore artrosico può essere intermittente, con fasi di riacutizzazione e di remissione dei sintomi.

A essere interessate dalla problematica sono soprattutto le ginocchia, le anche, le articolazioni delle mani e la colonna vertebrale. L’usura della cartilagine provoca inoltre tumefazioni e il rimodellamento delle ossa e dei legamenti.

ARTROSI: LE CONSEGUENZE

L’artrosi riduce significativamente la qualità di vita di chi ne viene colpito. A causa del graduale invecchiamento della popolazione e dell’incremento progressivo del tasso di obesità, i medici prevedono che la prevalenza dello stato patologico sia destinata ad aumentare.

ARTROSI: LA DIAGNOSI

La diagnosi dell’artrosi si basa sull’individuazione delle manifestazioni sintomatiche nonché sull’esame radiologico, che può mettere in rilievo le deformazioni dell’articolazione affetta.

ARTROSI: LA TERAPIA

Le terapie farmacologiche (FANS e cortisone) e la chirurgia possono alleviare i sintomi dell’artrosi,migliorando la funzionalità articolare. Il decorso della patologia è tuttavia irreversibile. La prevenzione dell’artrosi si basa sotto questo profilo sul controllo dei fattori di rischio. Occorre a tal proposito evitare il sovrappeso, le posizioni scorrette ed i carichi eccessivi e ripetuti.

ARTROSI: COME INTERVENIRE

Laddove i rimedi convenzionali non riescono a soddisfare le aspettative del malato, si può far affidamento sulle terapie alternative e tecnologiche come la magnetoterapia, utilizzata con successo nella gestione del processo artrosico e dei sintomi correlati.

Hai qualche informazione da chiederci o qualche consiglio da condividere? Scrivici!! Il tuo contributo è importante.

Artrite Reumatoide

ARTRITE REUMATOIDE: UN PROBLEMA PER MIGLIAIA DI PERSONE

L’artrite reumatoide è una delle patologie più note e nel contempo meno conosciute fra la popolazione del nostro paese.

In famiglia o entro la propria cerchia di amici sempre più spesso si sente parlare di artrite reumatoide. Quanti di noi però, ne conoscono davvero le peculiarità? Frequentemente confusa con altri disturbi, l’artrite reumatoide rappresenta un problema per migliaia di persone. Come è possibile affrontarla? Ne discuteremo sotto.

Desideri avere qualche informazione in merito all’artrite reumatoide, ma non sai dove trovarle? Sei a conoscenza di che cosa si tratta, ma vorresti saperne di più? Qui potrai ottenere le risposte che tanto aspettavi. Scoprirai in che cosa consiste l’artrite reumatoide, le caratteristiche che la contraddistinguono e quali rimedi possono essere messi in atto per il suo contrasto.

N.B: questo articolo ha lo scopo di favorire la comprensione dell’artrite reumatoide e non è da intendere come sostituto del consulto medico. Raccomandiamo pertanto di rivolgersi al personale sanitario in caso di bisogno.

Approfondiamo allora l’artrite reumatoide.

Gli italiani malati di artrite reumatoide sono quasi mezzo milione, il 75% di sesso femminile.

Sono identificate col termine di artrite (letteralmente ‘articolazione dolorante’) più di cento patologie differenti, accomunate dalla caratteristica di determinare uno stato infiammatorio a livello fisiologico (Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità). Le diverse forme di artrite rientrano nella macro-categoria dei cosiddetti reumatismi, il principale fattore di disabilità nella popolazione adulta.

L’artrite reumatoide è una malattia cronica che interessa le articolazioni, in particolare la membrana sinoviale, il cui liquido va a nutrire la cartilagine e le ossa all’interno della capsula articolare. La sua infiammazione comporta la distruzione del tessuto cartilagineo e la conseguente erosione dell’osso adiacente.

L’artrite reumatoide è una patologia autoimmune che si manifesta quando le difese immunitarie (per motivi ignoti) iniziano ad attaccare il sistema articolare. Fattori genetici ed ambientali sembrano associati allo sviluppo dell’affezione. Anche alcuni farmaci, nondimeno, sembrano poter predisporre alla stessa. I sintomi dell’artrite reumatoide possono essere confusi con quelli dell’artrosi, la quale, tuttavia, è una malattia degenerativa che non ha origine autoimmunitaria.

Dolore, gonfiore e rigidità sono segni caratteristici della malattia, ma possono pure comparire astenia e stati febbrili. Distinguono la condizione dell’artrite reumatoide i disturbi alla mano (polsi e dita) ed il fatto che questa colpisce in modo simmetrico entrambi i lati del corpo. Il decorso della patologia può essere lieve o grave. In alcuni casi, le manifestazioni dolorose sono costanti, altre volte intermittenti (alternanza periodi di riacutizzazione e remissione).

L’artrite reumatoide interessa circa 400 mila pazienti in Italia ed è diffusa principalmente fra la popolazione femminile (Fondazione Veronesi).

La malattia ha conseguenze significative sotto il profilo emotivo. Fra le persone affette dalla problematica, ansia e depressione sono infatti sintomi comuni. L’artrite reumatoide ha anche pesanti ricadute dal punto di vista sociale: interferisce con le attività quotidiane del malato ed i costi sanitari correlati gravano quasi interamente sulle loro famiglie (ospedalizzazioni, esami diagnostici, terapie riabilitative o farmacologiche, assistenza domestica, ecc…).

A causa di una sintomatologia comparabile a quella di altre affezioni (e del fatto che la stessa varia da soggetto a soggetto), identificare l’artrite reumatoide risulta complicato. Ad oggi, non esiste inoltre alcun esame specifico per la diagnosi della condizione, che giunge di fatto per esclusione. Esami di laboratorio quali il Reuma test (ricerca del fattore reumatoide) sono funzionali alla conferma della prognosi medica.

L’attuale approccio di cura dell’artrite reumatoide ha l’obiettivo di ridurre lo stato infiammatorio (A), rallentare il processo di lesione dell’articolare (B), e migliorare la salute complessiva del malato (C). L’Iter convenzionale comprende cambiamenti nello stile di vita del malato, l’utilizzo di soluzioni farmacologiche (corticosteroidi, FANS e DMARDs) e programmi di trattamento fisioterapeutico. Anche l’opzione chirurgica non è esclusa.

Per quanto talvolta efficaci, tali strategie non si rivelano sempre risolutive. Laddove le pratiche tradizionali non apportano i benefici auspicati, può intervenire la medicina integrativa, come ad esempio la magnetoterapia che risulta particolarmente utile nella gestione dei problemi reumatici.

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Arriva il computer «Blue gene»

Curare l’osteoporosi in anticipo, limitando i danni che da questa malattia possono scaturire. Sarà presto possibile grazie a un computer ad alta definizione, il “Blue gene”, presentato dai ricercatori del Swiss federal institute of technology di Zurigo.