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Prevenzione osteoporosi

Prevenire l'osteoporosi con la magnetoterapia: Osteostop

La prevenzione è sempre importante, ma in alcune circostanze lo diventa ancora di più.

L’osteoporosi è una condizione che incrementa il rischio di frattura senza dare segni apparenti.

Un problema che riguarda soprattutto gli anziani, che se ne interessano però quando è ormai troppo tardi, quando cioè compaiono le tanto temute “fratture da fragilità ossea”.

Solamente in Europa, secondo le statistiche, si contano ogni anno quasi 4 milioni di fratture.

Nel caso dell’osteoporosi, un approccio terapeutico adeguato non dovrebbe limitarsi all’uso dei farmaci: il controllo delle cause predisponenti e il miglioramento delle proprie abitudini di vita è altrettanto fondamentale (specie per i soggetti in cui il disturbo è ancora silente).

Seguire una dieta con un adeguato apporto di vitamina D, e svolgere attività fisica regolare può certamente contribuire a contrastare la sindrome. Grazie alla tecnologia, tuttavia, abbiamo a disposizione un altro importante aiuto.

Di fondamentale importanza per la prevenzione dell’osteoporosi è la densitometria ossea ad ultrasuoni, uno screening di densità ossea che puoi eseguire gratuitamente a casa tua.

Osteoporosi e magnetoterapia: scegli Osteostop

Osteostop® combatte la perdita di densità ossea in modo prolungato e diffuso.

Il suo utilizzo è immediato: entra in funzione premendo un semplice tasto e svolge la propria azione mentre si riposa. Strumento non farmacologico, può essere integrato con altre terapie volte a lenire gli effetti della patologia.

Osteostop® è un dispositivo per magnetoterapia Amel Medical, sistema terapeutico appositamente sviluppato per potenziare i benefici dei campi magnetici sull’organismo.

È un prodotto certificato dal Ministero della Salute e viene quotidianamente utilizzato da migliaia di persone.

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Arriva il computer «Blue gene»

Curare l’osteoporosi in anticipo, limitando i danni che da questa malattia possono scaturire. Sarà presto possibile grazie a un computer ad alta definizione, il “Blue gene”, presentato dai ricercatori del Swiss federal institute of technology di Zurigo.